Il Mercato Orientale
una storia lunga 320 anni

Lo spazio che oggi, e dal 1899, è occupato dal Mercato Orientale di Genova, un tempo era la sede di un antico convento dell’Ordine Eremitano di S. Agostino, tuttora responsabile della chiesa attigua, Nostra Signora della Consolazione.
I padri agostiniani avevano nei sobborghi genovesi un grande monastero sulla riva sinistra del Bisagno, attivo e fiorente fino al 1656, quando, a causa della peste che afflisse la popolazione di Genova, decimandola, fu ceduto ‘con generosa prontezza’per essere utilizzato come Lazzaretto e poi demolito nel 1681.
I monaci si trasferirono nella zona di S. Vincenzo, di fronte al grande complesso conventuale di Santa Maria della Pace, a est della città,nella porzione di terra compresa fra le vecchie mura cinquecentesche e le nuove, terminate nel 1637.
Qui, tra la Porta di Santo Stefano e la Porta d’Arco, essi cominciarono a costruire la nuova chiesa di N. S. della Consolazione (consolabitur omnes ruinas) e il convento la cui prima pietra fu posata nel 1699.
La costruzione del chiostro venne, però, presto interrotta. Furono murate le numerose colonne che facevano da porticato al piano inferiore, dove trovarono posto bottegucce o piccoli ricoveri per le merci.
I piani superiori ebbero uso di civili appartamenti, mentre gli Agostiniani occuparono il terzo piano.
La vasta area interna restò inutilizzata e messa a giardino.

In questa pianta di Genova di fine ‘700 ben si individua la collocazione e l’originario assetto del convento della Consolazione.

Anonimo cartografo fine XVIII sec. Genova.
Particolare matita, penna e acquerello su carta
Centro DocSAI, Collezione Topografica del Comune di Genova

A metà ‘800 la zona si arricchisce di un nuovo quartiere fra via S. Vincenzo e la Chiesa della Consolazione, lungo i tracciati di via Galata e via e piazza Colombo. A sud spicca la imponente mole del Manicomio di Abrara, tondo con una struttura radiale, edificato fra il 1834 e il 1841, su progetto di Carlo Barabino e poi distrutto nel 1912, lasciando spazio alle nuove vie, oggi dette ‘del quadrilatero’.

Celestino Foppiani (disegnatore) Nicolò Armanino (incisore)
Pianta di Genova.
Particolare. litografia, 1853 Centro DocSAI,
Collezione Topografica del Comune di Genova

Alfred Guesdon è l’inventore di vedute di Genova di grande qualità sia per la raffinatezza e precisione del segno grafico che per l’originalità dei punti di ripresa. I giardini dell’Acquasola, ancora uniti a Villetta di Negro, si distendono alle spalle della città che digrada fino al mare, finemente descritta. Nell’angolo estremo di questa veduta, in primo piano si vede il lato posteriore della Chiesa della Consolazione con il braccio del convento, come appariva nella prima metà dell’’800.

Alfred Guesdon (disegnatore) Nantes 1808-1876 Johan K. Schulz (litografo)
Danzica 1801-1873 Veduta di Genova dall’alto, verso ponente.
Particolare litografia, 1849 Genova, Centro DocSAI,
Collezione Topografica del Comune di Genova

La zona

Le mura del ‘600 erano appena state ultimate e la città non si era ancora appropriata in modo organico della zona compresa fra le vecchie e le nuove mura. Certo gli Agostiniani intuirono che quello sarebbe stato un luogo strategico, posto proprio sulla direttrice viaria che collegava le due porte, la vecchia Porta di Santo Stefano e la nuova Porta della Pila. Così fu. Nell’Ottocento una importante operazione urbanistica di organizzazione delle arterie di comunicazione urbana, in vista della razionale espansione a est della città, diede vita, fra il 1896 e il 1902 a quella che ancor oggi è la principale via del centro città: via XX Settembre, che comportò la distruzione di via Giulia e di via della Pace o via della Consolazione.

La Chiesa della Consolazione
prima della costruzione di via XX Settembre.
da una cartolina di metà ‘800 Centro DocSAI,
Archivio Fotografico del Comune di Genova

Anonimo La Chiesa della Consolazione
durante la costruzione di via XX Settembre
2 aprile 1896 da negativo originale su lastra di vetro
alla gelatina ai sali d’argento, cm.13×18 Centro DocSAI,
Archivio Fotografico del Comune di Genova

Domenica 7 maggio 1899, alle ore 10 L’inaugurazione

I giornali del tempo diedero ampio risalto all’apertura del nuovo mercato. Per l’occasione, questi moderni ambienti furono occupati da una scenografica mostra floro-orticola a cura del Comizio Agricolo. Fu un tripudio floreale di grande impatto sui cittadini, tanto che le cronache riportano un successo di pubblico inatteso. In particolare, fu trasportata da una villa di Nervi una enorme palma, la più grossa pianta della Liguria, alta 11 metri, e pesante più di 80 quintali: un’attrazione eccezionale. Per una ventina di giorni lo spazio del mercato fu teatro di eventi e manifestazioni, fra cui, tra le più descritte sui quotidiani il lancio di 500 piccioni viaggiatori, della società ‘Fert’ Il Comune, per agevolare i visitatori, aveva messo a disposizione un servizio di tram ad hoc con partenza da Brignole, p.zza Raibetta e p.zza Corvetto. ‘L’impressione di quanti visitarono allora i locali fu quella che un simile ambiente era troppo bello, troppo elegante per l’uso cui era destinato e per cui fu costrutto, prestandosi assai meglio per una fiera organizzata da aristocratiche dame, per garden-party, per feste mondane che non per un mercato di erbaggi, di legumi ed affini.’ da ‘Genova Nuova’.

La pubblicazione Genova Nuova, che passa in rassegna tutte ‘le cose nuove e belle di cui Genova si è arricchita’ nella seconda metà del secolo, dedica un capitolo al Nuovo Mercato Orientale. ‘L’opera è riuscita un vero gioiello , tanto nei particolari come nella linea architettonica sobria ed elegante e pure nel suo complesso eminentemente decorativo’. La struttura è davvero innovativa. È la prima costruzione a Genova ad aver utilizzato il sistema Hennebique, il calcestruzzo armato con ferri, brevettato dalla ditta Porcheddu. In quello stesso anno erano iniziati i lavori per l’imponente edificio dei Silos Granari al Porto.

Nuovo Mercato Orientale. La loggia centrale. Nuovo Mercato Orientale.
Il porticato perimetrale. foto tratte da Genova Nuova, Genova 1902

Gabinetto Fotografico Municipale Mercato Orientale.
Interno 16 giugno 1925 da negativo originale
su lastra di vetro alla gelatina ai sali d’argento,
cm.13×18 Centro DocSAI,
Archivio Fotografico del Comune di Genova

Gabinetto Fotografico Municipale Mercato Orientale.
Interno 16 giugno 1925 da negativo originale
su lastra di vetro alla gelatina ai sali d’argento,
cm.13×18 Centro DocSAI,
Archivio Fotografico del Comune di Genova